-BEATRICE PASQUALI


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Beatrice Pasquali - Angela Madesani
Stesure, Frammenti I-VII - Alberto Zanchetta
Auto-intervista

STESURE, FRAMMENTI I - VII

Prendere coscienza dell'Essere, del mondo, delle cose. La vidimazione euristica è il primum movens di Beatrice Pasquali, il suo criterio: osservare (raccolta dei dati), riflettere (combinarli assieme, per affinità o difformità), applicare (verifica della combinazione).

La salma insepolta. Julius Evola sentenzia che «conoscere equivale a uccidere» e poiché la sapentia implica il gustus - ne è anzi fattore intrinseco - l'assassinio (il discernimento, il sapere) è presieduto dall'istinto antropofago (senso del gusto, poi categoria dell'estetica). Le energie dell'interpretazione e le discipline della comprensione potrebbero quindi risalire alle credenze animistiche, ai riti magici. In realtà nessuno detiene le risposte alle problematiche dell'Essere e della Verità, la scelta si riduce al sofismo e al rapsodismo. A formule sinottiche.

Involare il pensiero, ovvero spiccare la testa dalle spalle . Affinando l'intelletto la ragione si fa strumento del Diavolo «perché egli volontariamente soffia per infiammare uno spirito ansioso di conoscenza» [John Donne]. Il desiderio di conoscenza indaga, distingue, fomenta la digressione. Volendo confutare i possibili dubbi ci si affida alla pratica, e perseverando accresce l'esperienza: madre di ogni certezza.

Per approfondire l'anatomia umana non erano infatti sufficienti le autopsie di animali morti; nonostante i pregiudizi religiosi-filosofici che ostacolavano il progredire dell'anatomia scientifica era necessario profanare il corpo dei defunti. Da Alcmeone di Crotone a Gunther von Hagens (inventore della plastinazione che consente ai suoi preparati anatomici di ambire al novero di sculture, di autentiche opere d'arte), il Teatro Anatomico di Beatrice Pasquali non sconfina mai nel morboso, sposa la ratio al gaudium , la curiosità al piacere. In modo sottilmente "diabolico".

Arricchire il processo di pensiero. L' anatomé studia la forma e la struttura ma per farlo deve [dis]sezionarle, risalire al particolare, all'ingranaggio che anima la macchina fisiologica, la fabrica umana che è un insieme di infinite parti. Ecco perché le opere di Pasquali sono desinenze dell' holos , di ciò che è intero.

Per l'artista non c'è vera monade, il corpo viene trasposto in numeri, in misure, in canoni di proporzione, criteri biometrici che diventano exempla. Nel progredire del proprio studio giunge all'armonia, al principio della bellezza (l'ambito è sempre quello dell'estetica, non della medicina) nei rapporti tra le parti, tra queste e il tutto, ma è un approdo consequenziale. Coloro che sonooro cheziale. Chiauello dell'. motivati solo dall'armonia si limitano a delle operazioni decorative, proprio come von Hagens.

Il colore luteo della ceroplastica e il barbaglio della ceramica. Come le tsantsa rimpicciolite dai Jivaro, i guerrieri-tagliatori di teste. Come i giocattoli "istruttivi", le tavole anatomiche, gli oggetti preziosi del sapere e del collezionismo enciclopedico. Per quanto Mallarmé desiderasse abolire la parola "come" dal vocabolario avrebbe invalidato il valico dell'analogia.

Allo stesso modo dell'armonia anche l'analogia indica una proporzione delle parti. Perseguendo nature diverse dagli omonimi e dai sinonimi della realtà, la disciplina "umanistica" esercitata da Beatrice Pasquali trae vigore dall'esattezza delle scienze senza rinunciare all'alibi dell'arte, che risolve - almeno in parte - ogni problema.

Il giuramento d'Ippocrate. Dopo la morte, spiega Paracelso, Dio inviò una seconda piaga, i medici ignoranti e torturatori. Seguirà una categoria ancor più deleteria, quella dei medici dalle mani sporche. Dopodiché, sul finire del '400, le sale operatorie si contageranno nell'atelier degli artisti.

Per dare corpo alle "figure" Pasquali "modella" con le mani, "foggia" (questo l'etimo latino) la materia in cui si rapprende la conoscenza. Il sapere passa quindi attraverso gli oggetti, a suffragio del duplice concetto di arte: l'uno associato alla trasformazione-trattazione della materia, l'altro legato alla capacità di generare-contenere idee. Tra gli artisti c'è però chi precisa che «il lavarsi diventa una abitudine inutile per tutti coloro che, come me, prendono cura di non sporcarsi» [Pablo Picasso].

Les suites d'un crime . Walter Guadagnini individuava nelle opere di Pasquali due esperienze fondamentali, «quella della rappresentazione del corpo in chiave scientifica e quella della rappresentazione del mondo in chiave museale». Inevitabile che la prima fosse assimilata dalla seconda. Rimane da stabilire se il processo sia più conservativo o formativo. Anche perché l'arte, assicurava Matthew Arnold, è una critica della vita.

Quale sarà la prossima vittima dell'omicidio-cannibalismo che, presumibilmente, avverrà per decapitazione?

Alberto Zanchetta

 

   
 

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